Roma, 14 Gennaio 2014  - Attenzione! Battaglione! Ore 10,30

DA: Pietro Sabato

A : ANSA 

Oggetto: la relazione in allegato è stata aggiornata in alcuni punti, per facilitare la Rai, nel caso dovesse decidere di svolgere questa indagine in modo più dettagliata. Buon Lavoro

                                                                                                                   Pietro Sabato

Roma, 13 Gennaio 2014

DA: Pietro Sabato, Presidente Nazionale del Partito Italiano Nuova Generazione.

A: ANSA

A: RAI UNO – Trasmissione: così  vicini, così lontani,  condotta da Albano e da Cristina Parodi.

C.P.C.:  RAI Uno, Trasmissione: La Vita In Diretta, alla cortese attenzione della Signora Perego a cui dedico questa relazione, per dimostrare che non tutti siamo insensibili, restando indifferenti di fronte a situazioni scabrose, come gli abusi sui minori e sulle donne. Quindi faccio riferimento, ai fatti raccapriccianti di qualche giorno fa, riferiti agli atti di violenza, commessi da quattro ubriachi a danno di una giovane donna di 23 anni, nei pressi di piazza di Spagna, ed altro stupro, purtroppo consumato in un luogo isolato, dove tre ragazzi tra i diciotto anni, hanno violentato una ragazzina di 15 anni. Il tutto, in data odierna, è stato commentato con energia dalla Signora Perego, durante il suo spazio televisivo della trasmissione: la vita in Diretta.

Di seguito i dettagli… 

Oggetto: Stupri di donne compiuti nella piena indifferenza di tutti i passanti, nel mio caso specifico, questo tentativo di reato è avvenuto  approssimativamente nell’anno 1996 sotto ai miei occhi, con l’indifferenza di tutti, ovviamente tranne del sottoscritto.

Storia Metropolitana di vita vissuta…

Prima di iniziare il mio racconto, vorrei fare una prefazione in merito all’episodio espresso in oggetto, accaduto nel 1996, quattro anni prima, che fondassi il mio partito, cioè il 15 Giugno del 2000, e durante tutti questi anni, sino ad oggi, sono stati centinaia fra delitti e stupri commessi contro le donne, ma ho sempre evitato di raccontare questo episodio, per non atteggiarmi ad eroe, inoltre sarebbe difficile dimostrare la veridicità dell’episodio, in quanto i testimoni di questa triste vicenda, si sono comportati da veri e propri vigliacchi, cioè nella totale indifferenza, quindi nessuno di loro vorrà testimoniare per la vergogna, tranne la vittima, che suppongo manterrà ugualmente il segreto di questa sua triste esperienza, sebbene nell’accaduto espresso in oggetto nel 1996 è stato evitato il peggio, c’è stato appena un cenno di palpeggiamento, subito represso dal sottoscritto, ma nonostante ciò, credo che questa ragazzina, oggi ormai una Signora sui trenta anni, magari coniugata con figli, non si vorrà prestare alle telecamere, ma spero tanto che lo faccia lo stesso, magari di spalle, giusto per testimoniare il fatto realmente accaduto, e soprattutto per dare un monito di solidarietà a tutte quelle persone che sono state vittime di questi soprusi.

Quindi, collegando questo triste episodio accaduto tanti anni fa, con quello accaduto recentemente nel centro di Roma, nei pressi di Piazza di Spagna, come sopra già accennato, in cui una ragazza di 23 anni è stata vittima di un tentato stupro, da parte di quattro balordi ubriachi, con l’indifferenza totale dei passanti, e ripeto, quello recentissimo addirittura consumato in un luogo isolato, per mano di tre giovinastri a danno di una ragazzina di 15 anni.

Quindi, assillato da queste vicende peraltro commentate anche oggi in data odierna durante la trasmissione: La vita in diretta, in onda su RAI UNO, nello spazio della Signora Perego, ho deciso di raccontare il mio episodio di tanti anni fa.

Quindi Signora Perego, c’è sempre qualche mosca bianca, che ancora ha il sangue nelle vene, per reagire di fronte a questi misfatti.

Quindi mi rivolgo al mio conterraneo, il Carissimo Albano, e alla Signora Cristina Parodi, conduttori della trasmissione: così lontani, così vicini, esortandoli se possibile, a fare una ricerca in merito a questo triste episodio realmente accaduto, risalente al 1996 sulla linea urbana Bus N. 551, precisamente originata al capolinea di Cinecittà, dove era in atto un tentativo di palpeggio di un drogato, nei confronti di una ragazzina, suppongo appena quindicenne, quindi oggi sicuramente mamma di figli, trentaduenne. Sono sicurissimo sulla età attuale di questa ormai Signora.

Di seguito i fatti: quel giorno d’estate all’imbrunire, dopo il mio lavoro di imprenditore operaio, titolare di una piccola litografia, sita in Via Marco Valerio Corvo, 28, in Roma.

Prima di proseguire il racconto, vorrei come è mio solito aprire una breve parentesi: ricordo politicamente, negli anni successivi, intorno all’ anno 2000, al mio esordio in politica, e nell’apposito volantino di presentazione, mi definii appunto, un operaio imprenditore, ma appena aprii bocca, questo stesso titolo nobiliare mi fu usurpato dal Buon Silvio Berlusconi, che in quel tempo per vincere le elezioni politiche, esordì con un mega manifesto con la sua immagine immortalata, con un casco da muratore in testa, appellandosi appunto: “Operaio imprenditore”. Riflessione: Quante avventure mi sono capitate in vita mia!

Dopo questo mio solito riferimento ironico alla politica, riprendo il discorso, dicevo, in quel tempo, avendo la mia unica autovettura utilitaria in panne, fui costretto per fatalità, ed aggiungo, una delle rarissime volte che il sottoscritto, si servisse dei mezzi pubblici, poiché vantavo l’amicizia fraterna che mi legava con il mio vicino di negozio, Angelino perito elettronico riparatore di televisori ed affini, sito al civico n. 30, della stessa via.

Pertanto, è sorta una certa solidarietà fra noi, quindi ogni qualvolta che uno dei due restava in panne con il proprio mezzo, l’uno andava in soccorso all’altro, anche per gli spostamenti mattutini e serali, in quanto anche le nostre rispettive abitazioni erano dislocate nei pressi di via dei Sette Metri, frazione di Morena. Ma quel giorno fatale, avevo finito di lavorare verso le ore 18,00, e  non mi andava di aspettare la chiusura alle ore 20,00 del negozio del mio amico Angelino, per cui decisi dopo dieci anni, di prendere i mezzi pubblici. Quindi dopo aver preso la Metro sino Piazza Cinecittà, mi recai al capolinea del bus n. 551, ed entrato nel bus, vidi che c’erano delle persone adulte tra donne ed uomini, ma tutti con i posti a sedere, quindi c’era anche un posto per il sottoscritto, quando appena ho appoggiato le sante chiappe sul sedile, ad un certo punto vedo di fronte alla mia postazione, una coppia di ragazzi che litigavano, ma subito dopo mi resi conto, del contrario, c’era un ragazzaccio dall’aspetto alticcio, che si agitava cercando di palpeggiare una ragazzina, suppongo di appena quindici anni, peraltro, inveendo anche con turpiloqui alquanto volgari, il tutto, come è accaduto in piazza di Spagna in questi giorni, nella piena indifferenza di tutti i presenti, simile al comportamento dell’autista del bus della linea 551 in questione, che in quel frangente era in pausa, seduto al posto di guida, in procinto di partenza, ebbene, non mosse un dito.

A questo punto, vedendo l’indifferenza di tutti i presenti, mi sono alzato e con una certa violenza ho afferrato per il bavero il ragazzaccio trascinandolo verso l’uscita, presentandomi come un poliziotto a fine servizio, invitandolo ad uscire immediatamente dal bus, altrimenti lo avrei arrestato e portato in commissariato, non potevo neanche simulare il gesto di chiamare il 112, poiché in vita mia non ho mai posseduto cellulari. Ma il malcapitato non ha opposto resistenza, non mi ha chiesto di mostrare il tesserino, invece come un cane bastonato, ha ascoltato il mio consiglio e si è dato subito a gambe. Ma il fatto più sconcertante della vicenda è stato quando, dopo aver buttato fuori il disturbatore in meno di 4 secondi, nessuno dei presenti ha accennato ad un applauso, lo stesso dicasi per l’autista del bus, e soprattutto anche la ragazzina, non ha fatto alcun cenno di ringraziamento. Suppongo che tutti siano rimasti scossi dalla violenza e dalla velocità in cui è avvenuto l’allontanamento del delinquente. Simile ad un colpo di rovescio di tennis. Facciamo due colpi va, altrimenti domani mi chiamerete Barman.

Successivamente dopo alcuni minuti il bus è ripartito. Io sono rimasto seduto nel mio posto originario, distante alcuni sedili dalla ragazzina. Quindi tutto il tragitto, è stato percorso in un profondissimo silenzio, come se nulla fosse accaduto, e per l’ennesima fatalità, la ragazzina è scesa nella mia stessa fermata: in via dei Sette Metri, dove appunto, abitavo in una casa in affitto, esattamente in via Casale Santarelli, N. 105 -  int. 3. Ma con mio ulteriore stupore, questa ragazzina appena scesa dall’autobus si è messa a correre all’impazzata, e per la seconda volta, evitando di ringraziarmi, altro particolare, non ha svoltato a sinistra, in via Casale Santarelli, dove abitavo e dove è concentrato il maggiore agglomerato urbano, della frazione di Morena, ma ha proseguito lungo via dei Sette Metri, quindi una zona abbastanza circoscritta, dove ci sono pochissime case basse, quindi, questa ricerca per la Rai con i potenti mezzi a disposizione, non dico che sarebbe facile rintracciare questa ormai signora, ma ritengo che con un di impegno, ne verrebbe a capo. La domanda sorge spontanea: quante ragazzine nel 1996 comprese nell’età fra i quattordici ed i quindici anni, hanno abitato in quella zona circoscritta di Via dei Sette Metri? Basterà sfogliare il registro dell’anagrafe del comune di Roma. Ovviamente la data dell’anno 1996 è orientativa, non sono sicuro esattamente l’anno in cui si è consumato il triste episodio. Comunque il periodo è quello un anno più o meno, quindi: Damose da fa, dicheno a Roma! Questa mia curiosità è legata al fatto di chiedere a questa ragazzina, ormai una signora adulta, come mai non mi ha ringraziato, e l’altra motivazione, la più importante è quella di stimolare la gente ad intervenire in queste circostanze, tanto questi individui sono generalmente fragili, o sono drogati, oppure ubriachi, quindi è facile prendere il sopravvento su questi vigliacchi. Ripeto, io impiegai 4 secondi per sbatterlo fuori dal bus. Ovviamente a proposito di vigliacchi, ripeto, non mi aspetto alcuna testimonianza da parte dei presenti nel bus, incluso l’autista, che quella sera hanno assistito a quel triste episodio, immagino che nessuno di loro, vorrebbe fare quella magra figura, di raccontare di essere rimasti inermi, alla vista di queste vessazioni, che presumo erano iniziate prima che il sottoscritto salisse sul bus. Quindi, aggiungo, che questa vicenda, tradotta in dialetto romanesco, sia stata un’altra drittata del Padreterno, che quel giorno, mi ha rotto la macchina, per poi farmi prendere il bus, dopo parecchi anni, e farmi compiere quel fioretto. Ed io Pago!  

Concludo, in quel tempo, ripeto, ero un operaio imprenditore, di 54 anni, successivamente il 5 Agosto del 1998, mi sono trasferito dalla abitazione di via Casale Santarelli, N. 105, int. 3, in un appartamento di proprietà in via Cropani, 49, int.3 in Roma, questa è la data certa, perchè ricordo di aver acceso un mutuo decennale.  Attualmente sono in pensione e per successivi gravi eventi, provocati sempre dal Padreterno, sono stato costretto a diventare un politico, come descritto in indirizzo.

Cordiali Saluti

                                                                                                                   Pietro Sabato