Roma, 30 Luglio 2014

DA: Pietro Sabato, Presidente Nazionale del Partito Italiano Nuova Generazione.

 

A: P.M. Dott. Eugenio Albamonte Tribunale di Roma Piazzale Clodio,12 a mezzo E mail ANSA - RIf. di Pietro Sabato che il 2 Dicembre del 2013 ha depositato una denuncia a mano presso l’ ufficio apposito del Tribunale di Roma,  Prot. V/S Rif. N. 059331. La stessa denuncia, dopo una settimana, esattamente il 9 Dicembre del 2013 V/S Rif N. 12724/13/K, è stata assegnata al PM Dott. Eugenio Albamonte, il cui Oggetto Prevedeva l’immediato rientro in ITALIA della Signora Alma Shalabayeva, poiché irregolarmente estradata in Kazakistan. Infatti la Signora è ritornata in Italia esattamente il 24 Dicembre 2013, un giorno prima della data concordata nella denuncia, richiesta dal sottoscritto Pietro Sabato, il tutto si è materializzato grazie alla solidarietà ed all’impegno del PM Dott. Eugenio Albamonte e dello staf della Procura di Roma.

 

A: ANSA ed ai maggiori quotidiani Nazionali ed Internazionali.

C.P.C. : Signora Alma Shalabayeva a mezzo messaggio Facebok

C.P.C. : Onorevole Amintore Fanfani,  Fermo  - Posta  - Paradiso

 

Dopo 14 mesi, dall’episodio espresso di seguito in oggetto, un altro nodo venuto al pettine…

Oggetto: La Cassazione ha giudicato illegittima la espulsione dal nostro Paese, della Signora Kazaka Alma Shalabayeva. Il Provvedimento di rimpatrio in Kazakistan del 29 Maggio del 2013 avvenuto a Roma nella Sua abitazione di Casal Palocco è stato viziato da: Manifesta illegittimità originaria.  La Cassazione apre la strada al risarcimento. Tanto è stato rilevato dalla rete.

Egregie amiche, amici della rete e giornalisti tutti, sarebbe riduttivo se raccontassi daccapo la mia storia riferita alla signora Alma Schalabayeva, sintetizzata appena sopra nell’indirizzo del PM Dott. Eugenio Albamonte, ma mi chiedo: perché in Italia si raccontano sempre mezze Verità?

Vorrei ricordare una frase dell’On. Amintore Fanfani, che peraltro è stata riproposta qualche sera fa durante la trasmissione Teche Teche Te, in onda in prima serata su RAI UNO dopo il TG, ovviamente non ricordo le parole esatte, che approssimativamente dicevano: la Rai è un  servizio pubblico di informazione a cui possono accedere tutti i cittadini, e sopratutto deve essere un servizio giornalistico di informazione veritiero. Quindi mi rivolgo all’aldilà per invocare la forza divina dell’On. Fanfani, affinché tante verità occulte negate durante la Sua mancanza, vengano finalmente sbandierate ai quattro venti, come questa mia denuncia, che insieme al PM Eugenio Albamonte abbiamo portato a termine. Ed insisto affermando il verbo: ABBIAMO. Inoltre, bisognerà considerare anche la beffa, determinata dal fatto, che la Signora Shalabayeva sarà risarcita dalla Cassazione per il danno morale subito, invece io Pietro Sabato, che ho riaperto il caso, sottraendo sonno e tempo per compilare la denuncia, altro, soldini spesi per riparare la mia vecchia auto, dopo essermi recato in Tribunale in quei giorni di traffico, cioè, nel periodo natalizio, che a furia di accelerare e frenare, bruciai la guarnizione della testata. Ed infine vogliamo mettere in conto anche lo spreco di meningi per inventarmi li per lì, ipso facto, e la buonanima di Totò, aggiungerebbe anche: Carpe diem, aver colto l’attimo fuggente, cioè, dopo aver visto lo scenario natalizio che vigeva nell’ufficio del PM, i cui addetti ai lavori disattenti alla gravità della mia denuncia, che secondo una impiegata  sarebbe stata visionata dal PM dopo le vacanze natalizie, ed ecco l’illuminazione del sottoscritto e ripeto, senza premeditazione alcuna, come il mago con il suo coniglietto, in un batti baleno ho ideato la strategia per ottenere in brevissimo tempo il ritorno in Italia della Shalabayeva, per giunta, avvenuta poi, anche un giorno prima della data prestabilita dal sottoscritto.

Sebbene sia stata usata la furbizia, punibile dalla legge, ma con l’attenuante, a fin di bene, in quanto, senza scopo di lucro del committente, infatti, la sentenza della Cassazione, ha dichiarato l’innocenza della Shalabayeva, quindi indirettamente il mio gesto è stato perdonato, applicando la regola: il fine giustifica i mezzi, i cui mezzi ripeto, hanno consentito di liberare la Signora Shalabayeva e la sua bambina dalla prigione domiciliare del Kazakistan e di riportarle illese in Italia, senza colpo ferire.

Il tutto, farebbe invidia persino ad Ulisse, il milite ingegnoso che distrusse la città di Troia, per l’insidia creata nel gigantesco cavallo di legno. Ma parliamo sempre, pur di mitologia. Invece il mio Cavallo di Troia, racconta solo realtà.

Concludo, rivolgendomi alle autorità Istituzionali di abbattere questo muro di omertà nei miei confronti, il tutto è ormai sotto i riflettori del mondo, e tutti da mesi conoscono questa di verità, e quindi, non farebbe certo onore al nostro Paese, decantato, come un vero Stato di Diritto, Democratico. Basterebbe ammettere: Pietro Sabato è incontenibile ed è troppo forte! Concediamo un Cavalierato, magari senza il cavallo, oppure una medaglia di cartone al valore civile.   

Cordiali Saluti

                                                                                         Lo Sputtanetor, Pietro Sabato

 

P.S.: Alla Fantozzi: Signora Shalabayeva almeno mi riconosca le spese della benzina! Visto che dallo Stato non ho ricevuto alcun encomio.

Altro: tutta la storia è disponibile nel sito Web del Partito in data 2 Dicembre 2013: www.nuovagenerazioneroma.it 

                                                                                                          Pietro Sabato