Roma, 03 Marzo 2005

 

Spett.le Procura della Repubblica Italiana, Piazzale Clodio, 12 - 00195 Roma

 

Egregio Signor Paolo Bonolis, Presentatore del Festival di San Remo, presso RAI UNO, Roma

 

Lo scrivente è Pietro Sabato, Presidente Nazionale del Partito Italiano Nuova Generazione.

 

Sadismo a San Remo

 

Egregio Sig. Bonolis, non me ne voglia La prego, (sebbene ci sia un contenzioso in corso, fra il sottoscritto e Lei, la Società Endemol Italia S.P.A., la RAI, Mediaset, e la Società Lavazza S.P.A., dai quali Lei incluso, nessuno si è degnato di rispondere ai miei quesiti, riguardanti la realizzazione da parte Vostra, di trasmissioni varie e spot pubblicitari ricavati, scopiazzando da articoli antecedenti redatti dal sottoscritto, presenti nel sito web del Partito Italiano Nuova Generazione.) questa relazione servirà solo a farmi capire, se ieri sera 2 Marzo 2005, su Rai Uno verso le 21,40 circa, durante il festival di San Remo in presenza di qualche milione di telespettatori, si è voluto fare del sadismo in TV, oppure della pubblicità a favore delle popolazioni più disagiate della terra.

Ero appena rincasato, dopo una giornata di intenso lavoro in tipografia, devo confessare che ero molto stanco, e quindi spero di aver capito male, quando Lei Sig. Bonolis ha fatto vedere in progressione due foto di una bambina di colore in fin di vita sotto il sole cocente del deserto, alla stregua di una vignetta satirica, come quella presente nel mio sito web dei due nostri maggiori Premier in campagna elettorale, ( Il Calmiere e Aver Fede è una virtù) quindi, prima ha fatto vedere la foto della bambina denutrita, quasi scheletrica che appena si reggeva in piedi e cercava di coprirsi il viso dal sole cocente, e poi ha detto che il fotoreporter più tardi ha fotografato la stessa bambina ormai in fin di vita riversa su se stessa, e un avvoltoio appollaiato a due passi dalla piccola sventurata, in attesa di divorare il povero cadavere, ebbene Lei Signor Bonolis ha detto inoltre, che il fotoreporter che ha scattato questa foto ha ricevuto un encomio importante di rilevanza mondiale.

Riflessione, il sottoscritto invece avrebbe premiato la prima foto, se il fotoreporter vista la situazione, con la bambina in difficoltà sotto il sole cocente del deserto, l’avrebbe prima fotografata e subito dopo rifocillata e trasportata al posto sanitario più vicino, e non attendere il peggio restando sadicamente a guardare come un avvoltoio l’epilogo di una vita umana, questo fotografo meriterebbe l’ergastolo per omissione di soccorso ad una persona umana e non l’encomio di vattelapesca.

E’ mai possibile, che la carta stampata non abbia commentato e condannato questo atroce sadismo in TV?

Concludo, invitando l’Istituzione in indirizzo di tenere conto della gravità di questo scempio contro l’umanità e di provvedere affinché sia il Fotoreporter e la commissione che ha premiato questa foto nelle circostanze descritte, chiedano scusa in mondovisione.

                                                                                                                                                         Pietro Sabato