Roma, 29 Settembre, 2012 –

DA: Pietro Sabato, Presidente Nazionale del Partito Italiano Nuova Generazione.

Questa relazione in allegato inviataVi il 26 Settembre 2012 è stata nuovamente aggiornata, quindi richiederà di una rinnovata vostra cortese attenzione. Data la delicatezza del problema per la seconda volta è stata più finemente descritta nei minimi dettagli. Quindi poniamo il caso che oggi sia il 26 Settembre 2012, ore 17,30.

DA: Pietro Sabato, Presidente Nazionale del Partito Italiano Nuova Generazione.

Questa Relazione inviataVi in data odierna, in tarda mattinata, è stata aggiornata alle ore 17,30 da nuovi eventi. Pertanto consiglierei di rileggere nuovamente il tutto.

A: ANSA, Pregherei i Giornalisti dell’ANSA di far recapitare questo Video all’Ambasciatore di Roma, DAVID THORNE.

Dovessi inquinare la posta elettronica dell’Ambasciata!

A: Ambasciata Usa in Roma alla cortese Attenzione dell’Ambasciatore Mister David Thorne, a mezzo ANSA

C.P.C. : Ufficio Postale di Morena a mezzo Ansa  - Rif. Pacco Celere KZ 707758224 –IT del 20/09/ 2012, ore 16,14. FRAZ. 55586 SEZ. 0229.

 

Oggetto : Definizione intrinseca della Parola Ambasciata…

 

Detto curioso oggetto è maturato inseguito alla spedizione di un pacco Postale, inviato dallo scrivente all’Ambasciata Americana in Roma, nella cui bolla, di accompagnamento, con i tempi che corrono, è dettagliatamente descritto il contenuto, cioè stampati vari, nonostante questi dettagli rassicurativi, dopo cinque giorni dalla spedizione, cioè durante la mattinata del 25 Settembre, ho telefonato in Ambasciata, per chiedere il buon esito della spedizione, ed una impiegata mi ha comunicato puntualizzando, che se il pacco non fosse stato indirizzato ad un personaggio dell’Ambasciata, inoltre, se la relazione di presentazione contenuta nel pacco, fosse stata indirettamente indirizzata all’Ambasciata con la formula: copia per conoscenza, ebbene, il tutto sarebbe stato automaticamente respinto e rinviato al mittente. In parole povere, ho intuito che, l’Ambasciata Statunitense in Roma non è abilitata a fare da tramite come l’antico e nobile mestiere di: Ambasciator non porta pena.

Quindi essendo la mia spedizione rispecchiare esattamente in negativo quanto sopra espresso dalla mia interlocutrice dell’ambasciata, ho dedotto che il mio pacco postale, trascorsi ormai cinque giorni dalla spedizione, sarà stato sicuramente respinto e rinviato al mittente. Pertanto, dopo questi fatti, vorrei definire la parola Ambasciata, così come è analizzata dal Vocabolario Italiano Zingarelli: Ambasciata, dal latino Ambactus – servo stipendiato, cioè, insieme di persone inviate da uno Stato nel territorio di un altro, allo scopo di intrattenere con lo stesso relazioni diplomatiche, ovvero, accogliere. Inoltre, nello Zingarelli è riportata una frase del nostro Poeta Alessandro Manzoni: “Perpetua entrò a portare l’Imbasciata”. Cioè, commissione, incarico. Quindi Egregio Ambasciatore David, Lei secondo il mio vocabolario della lingua Italiana, è una persona stipendiata che fa o porta  un’ambasciata, cioè Lei è un messaggero, più umanamente un semplice porta lettere, o meglio dire un fattorino, che ha rifiutato il mio messaggio, e che quindi non ha fatto il Suo dovere di Ambasciatore. Eppure ascoltandoLa durante un telegiornale di qualche giorno fa, dalla Sua pronuncia italiana, mi sembrava fosse originario di Cerignola, un paese del nostro meridione, e che quindi conoscesse bene il significato di Ambasciatore.

Concludo, ad esempio in questo momento il sottoscritto ha espresso una Ambasciata, ed un Ambasciatore non porta pena alcuna.

Ossequi Ambasciatore

                                  Il Presidente Nazionale del Partito Italiano Nuova Generazione

                                Pietro Sabato

P.S. : In Data 26 Settembre c.m. nel tardo pomeriggio, come San Tommaso, per verificare se il pacco celere in oggetto fosse stato veramente rifiutato, ho effettuato un controllo presso l’Ufficio Postale di Morena, da cui è stata originata la spedizione e come risposta ho ricevuto comunicazione dall’ufficiale postale, che dopo una verifica computerizzata, il pacco risultava già consegnato ed accettato in Ambasciata a Roma, il 25 Settembre alle ore 14,05.

Pertanto mi scuso per quanto di esplicito sopra espresso, informando però, che per essere veramente scusato, dovrò ripetere più dettagliatamente come realmente sono andati i fatti, anzi come sopra sommariamente accennato. Quindi, Attenzione!

La mia prima telefonata in Ambasciata risale se non vado errato, in data 12 Settembre 2012, dopo essermi presentato con nome, cognome e carica Istituzionale, (ovviamente senza portafoglio e senza stipendio) di Presidente Nazionale del Partito Italiano Nuova Generazione, e Grafico Pubblicitario, comunicando alla mia interlocutrice dell’Ambasciata, che desideravo cedere gratuitamente l’Icona del mio Partito ad uno due Partiti e quindi ad uno dei due Leader contendenti alla Casa Bianca. Come riposta la mia interlocutrice mi ha fatto capire che la mia iniziativa sarebbe fallita, in ogni caso con tono di voce caritatevole, mi comunica l’indirizzo specifico dove indirizzare la mia iniziativa grafica, esattamente presso l’ufficio pubbliche relazione in Via Sallustiana, 49 Roma, sede dell’Ambasciata.

Quindi in Ambasciata si conoscevano le mie buone intenzioni, e suppongo erano tutti curiosi ed in apprensione di ricevere mie notizie. Infatti, il 20 Settembre 2012, dopo otto giorni, è tutto pronto graficamente per la spedizione dei vari stampati ed un CD, ed ho pensato bene per una forma di bon ton, di inviare tutto il materiale in Ambasciata, con la formula, Copia per Conoscenza, alla cortese attenzione dell’Ufficio Pubbliche Relazioni di via Sallustiana, 49 in Roma, così come mi aveva consigliato la prima l’interlocutrice dell’Ambasciata, invece spedisco gli stessi contenuti in USA, indirizzando direttamente con nome e cognome ad uno dei due Leader, in lizza per la Casa Bianca. Mi spiego: mi è sembrato doveroso informare anticipatamente  l’Ambasciata a Roma della mia iniziativa, che essendo nella stessa città di residenza del mio Partito, avrebbe potuto in questo lasso di tempo, prendere delle informazioni, sulla veridicità dell’esistenza del Partito e sul conto del suo Presidente sottoscritto, ed avendo avuto tutto il tempo per acquisirle, appunto, dalla mia prima telefonata del 12 Settembre u.s., e che quindi, successivamente nel momento opportuno, l’ambasciata avrebbe fatto il suo dovere Istituzionale, facendo da tramite con il Leader Destinatario in Usa, informandolo anticipatamente della mia iniziativa, altrimenti se il tutto sarebbe stato inviato in USA senza alcun preavviso, chiunque all’accettazione non conoscendo il problema, avrebbe rifiutato il plico, rinviando il tutto al mittente.

Quindi dopo questa lunga prefazione, e spero sia stata esaustiva, veniamo ai fatti, ripeto, ebbene dopo cinque giorni dalla spedizione, poche ore prima, che il pacco fosse stato regolarmente consegnato in Ambasciata, cioè durante la mattinata del 25 Settembre c.m., ho telefonato in Ambasciata per sapere il buon esito della spedizione e durante la conversazione telefonica con la seconda interlocutrice dell’Ambasciata, si presume sia sorta una incomprensione, e mi è parso di aver capito che talune spedizioni non indirizzate ad un Personaggio dell’Ambasciata, sarebbero state automaticamente respinte e rinviate al mittente, medesima situazione, se la lettera di presentazione contenuta nel pacco fosse stata indirettamente indirizzata all’Ambasciata con la formula: copia per conoscenza. In parole povere, ho intuito che, l’Ambasciata Statunitense in Roma non è abilitata a fare da tramite come l’antico e nobile mestiere di: Ambasciator non porta pena. Pertanto, secondo le indicazioni della seconda interlocutrice, poiché il sottoscritto essendo in difetto per aver indirizzato il plico in modo generalizzato, presso l’Ambasciata all’attenzione dell’Ufficio Pubbliche Relazioni, di via Sallustiana, 49, Roma, e  peraltro i  contenuti del plico sono prettamente indirizzati ad un Alto Personaggio Statunitense non residente in Italia. Quindi, ormai rassegnato, che il pacco respinto dovesse tornare al mittente, per protesta ho replicato nel migliore dei modi, come sopra descritto.

La Domanda sorge spontanea, mi chiedo: poiché il pacco invece è stato regolarmente recapitato in Ambasciata, c’è stato un ripensamento nella normativa espressa dalla seconda interlocutrice? Oppure ho interpretato male la conversazione telefonica?

Per essere certi, si consiglia di ascoltare la registrazione della telefonata, come mi è stato comunicato dalla stessa segreteria telefonica dell’Ambasciata, dove specificava che per motivi di sicurezza, la telefonata sarebbe stata registrata, durante il colloquio con l’interlocutrice di turno dell’Ambasciata.

Concludo, caso contrario, se la registrazione dovesse darmi torto, chiedo venia all’Ambasciatore, Mister David Thorne, porgendo i miei più cordiali saluti.

 

                                                                                                                   Pietro Sabato